Colette

Gli occhi obliqui, da gatto dei sobborghi, truccati col kohl. Un viso dai tratti fini, mobile come l'acqua. Guance rosse per il fard. Le labbra sottili e duttili come un filo d'acciao, ma accese da un rosso scarlatto come quelle di una vera ragazza di strada.” Così nel 1947 Truman Capote descriveva Sidonie Gabrielle Colette, nata in Borgogna nel 1873 e presto divenuta semplicemente Colette, una delle maggiori scrittrici francesi del secolo scorso ma anche, e soprattutto, una donna libera, protagonista della vita mondana e intellettuale della Belle Epoque, attrice di music-hall e ad un certo punto persino “founder” di una linea cosmetica che si chiamava ovviamente “Colette” e che lei stessa commercializzava nell' Istituto di Bellezza che aveva aperto insieme alla figlia al nr. 6 di Rue Miromesnil a Parigi.

L'esordio di Colette avvenne poco più che ventenne quando dal villaggio natio si trasferì nella capitale con il primo marito, il giornalista parigino Willy che fu suo iniziatore alla vita delle lettere e alla libertà di gusti e costumi. E fu spinta da Willy e per la di lui gloria che iniziò a scrivere i suoi primi romanzi, la serie dedicata a “Claudine”, la sensuale adolescente che scandalizzò la Francia.

Quando lasciò Willy continuò da sola la sua vita di scrittrice inframezzandola però con la carriera di attrice e danzatrice.

Un secondo matrimonio con l'aristocratico Henry (de Jouvenel) le diede una figlia (Colette detta Bel-Gazou), e il terzo la legò per sempre all' amatissimo Maurice (Goudeket), un intellettuale di origine olandese più giovane di lei; Maurice la assisterà fino alla morte, nella lunga malattia che aveva costretto Colette all' immobilità e a lasciare con sempre maggior fatica la sua casa al Palais Royal, le cui finestre erano diventate il suo osservatorio sul mondo.

Un mondo guardato sempre con i suoi occhi da gatto liberi, acuti e precisi e descritto con una scrittura di incomparabile leggerezza, tratteggiando personaggi memorabili.

Colette è una donna, una scrittrice che vi invitiamo a scoprire o riscoprire attraverso i suoi romanzi, noi amiamo molto “Cheri” e i “Dialoghi di bestie”, in cui viene data voce all' adorato bouledogue francese Toby-Chien... a proposito...sapevate che Colette contribuì a dare lustro a questa particolare razza canina, la cui presunta bruttezza doveva ancor di più far brillare la bellezza delle padrone?

E che fu Colette a scoprire e scegliere una giovanissima Audrey Hepbourn per la trasposizione cinematografica del suo romanzo “Gigì”?

O attraverso i film, come il recente “Colette” con Keira Knightley o il superbo “Cheri” di Stephen Frears con Michelle Pfeiffer e, perché no, con un po' di musica che ci porti a Parigi, una chanson come “Champs Elysées” di Zaz.

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